Allergia al sesamo: alimenti da evitare e dove si nasconde

Guida pratica all'allergia al sesamo: gli alimenti che lo contengono in modo evidente, i prodotti in cui si nasconde, perché l'olio di sesamo non è sicuro e come riconoscerlo in etichetta.

Ultimo aggiornamento:

Cos'è l'allergia al sesamo

L'allergia al sesamo è una reazione del sistema immunitario alle proteine contenute nei semi di sesamo. Le reazioni possono essere anche gravi, fino all'anafilassi, e rispetto ad altre allergie comparse nell'infanzia tende più spesso a persistere in età adulta.

Il sesamo è uno dei 14 allergeni a dichiarazione obbligatoria nell'Unione Europea: deve essere evidenziato nella lista ingredienti anche quando compare come olio, crema o condimento.

Alimenti che contengono sesamo in modo evidente

Dove si nasconde il sesamo

Il sesamo è usato come ingrediente, come guarnizione e come aroma, e spesso arriva per contaminazione nelle lavorazioni condivise:

Perché l'olio di sesamo non è sicuro

Per alcune allergie l'olio altamente raffinato è tollerato perché la raffinazione elimina quasi tutte le proteine. L'olio di sesamo fa eccezione: è spesso spremuto a freddo o poco raffinato, e quello tostato, il più usato in cucina asiatica, mantiene proteine del seme. Va quindi trattato come il sesamo stesso.

Altri semi e cross-reattività

Girasole, zucca, lino, chia e papavero sono semi di piante diverse dal sesamo. Sono stati descritti casi di cross-reattività con alcuni semi e con alcuni frutti a guscio, ma non è sistematica: va valutata con l'allergologo. Il rischio più concreto resta la contaminazione nei prodotti che li lavorano insieme.

Vita quotidiana e ristorazione

Domande frequenti

L'olio di sesamo è sicuro per chi è allergico al sesamo?

No. A differenza di altri oli, l'olio di sesamo spesso non è altamente raffinato e mantiene proteine del seme, quindi può scatenare reazioni. Va evitato, compreso quello tostato usato nella cucina asiatica.

L'hummus contiene sesamo?

Quasi sempre sì: la ricetta tradizionale contiene tahina, cioè crema di semi di sesamo. Esistono hummus preparati senza tahina, ma vanno verificati sull'etichetta. Lo stesso vale per il baba ganoush e per molte salse mediorientali.

Il sesamo deve essere indicato in etichetta?

Sì. Nell'Unione Europea il sesamo è uno dei 14 allergeni a dichiarazione obbligatoria (Regolamento UE 1169/2011): deve comparire nella lista ingredienti evidenziato, per esempio in grassetto, anche quando è presente come olio o come tahina.

Posso mangiare semi di girasole, zucca, lino o chia?

Sono semi di piante diverse dal sesamo e non contengono le sue proteine. Il rischio pratico è la contaminazione: nei mix di semi, nel pane ai cereali e nei prodotti da forno spesso sono lavorati insieme al sesamo. Controlla la dicitura «può contenere tracce di sesamo».

Dove si nasconde il sesamo nel pane?

Nei panini per hamburger, nel pane ai cereali o «ai semi», in grissini, cracker, taralli, crostini e pangrattato. Nei panifici artigianali il rischio di contaminazione è alto anche per i prodotti senza semi in superficie, perché le lavorazioni sono condivise.

L'allergia al sesamo passa crescendo?

Rispetto ad altre allergie che compaiono nell'infanzia, quella al sesamo tende più spesso a persistere in età adulta. Solo l'allergologo può valutare l'evoluzione con test specifici: non reintrodurre il sesamo senza indicazione medica.

Come riconosco il sesamo in etichetta?

Cerca: sesamo, semi di sesamo, tahina o tahini, olio di sesamo, gomasio, za'atar, halva. All'estero: sesame (inglese), sésame (francese), Sesam (tedesco), sésamo (spagnolo). Allerg legge la lista ingredienti completa e segnala anche le diciture di possibile contaminazione.

Controlla un prodotto in 5 secondi

Scansiona il codice a barre, fotografa l'etichetta o scrivi il nome del prodotto: Allerg valuta l'intera lista ingredienti rispetto alle tue condizioni.

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